Semplificazione burocratica per la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas con parere 172/2015  ha dato il suo giudizio positivo allo schema di decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione, connessione e l’esercizio di piccoli impianti FV integrati su tetto degli edifici, in attuazione di quanto disposto dal D.lgs 28/11.

Tale modello intende sostituire ogni altro adempimento in capo ai produttori, facendo in modo che essi possano rivolgersi a un’interfaccia unica, cioè il gestore di rete.

La nuova procedura semplificata interesserà gli impianti fotovoltaici aventi tutte le seguenti caratteristiche:

  • realizzazione presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa tensione;
  • potenza non superiore a quella già disponibile in prelievo;
  • potenza nominale non superiore a 20 kW;
  • contestuale richiesta di accesso al regime dello scambio sul posto;
  • realizzazione sui tetti degli edifici con le modalità di cui all’articolo 7-bis, comma 5, del decreto legislativo 28/11;
  • assenza di ulteriori impianti di produzione sullo stesso punto di connessione;

Il modello unico sostituisce tutti gli adempimenti prima gravanti sui produttori, facendo in modo che essi possano rivolgersi a un’interfaccia unica, cioè il gestore di rete, ed è costituito da due parti. La prima riguarda la comunicazione preliminare alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico, alla richiesta di connessione, alla comunicazione del codice Iban per l’addebito dei costi di connessione e l’accredito dei proventi che deriveranno dallo scambio sul posto, alle dichiarazioni di possedere tutti i requisiti necessari per accedere alle procedure semplificate e al conferimento (al gestore di rete) del mandato con rappresentanza per il caricamento dei dati sul sistema Gaudì. La seconda serve per la comunicazione di fine lavori di realizzazione dell’impianto, la dichiarazione di corretta esecuzione dei lavori e la dichiarazione di avvenuta presa visione del format del regolamento d’esercizio e del contratto di scambio sul posto.

Lo schema di decreto trasmesso dal Ministero prevede anche che nel caso in cui siano necessari, ai fini della connessione, esclusivamente lavori semplici limitati all’installazione del gruppo di misura, l’iter di connessione possa essere avviato automaticamente, senza l’emissione del preventivo per la connessione da parte del medesimo gestore di rete e che, in tali casi, trovi applicazione un solo corrispettivo standard inclusivo dei costi di connessione a carico del soggetto richiedente, come determinato dall’Autorità ed eventualmente suddiviso in due rate qualora superi 100 euro.

L’Aeegsi ha evidenziato tre proposte di modifica allo schema di decreto.

La prima è che il produttore indichi nella seconda parte del modello unico anche la marca e il modello degli inverter, dei sistemi di protezione d’interfaccia e degli eventuali sistemi di accumulo presenti.

Per evitare di approvare un vademecum per ogni gestore di rete, l’Autority ha chiesto che vengano predisposti dai gestori sulla base dei principi definiti dall’Autorità.

L’Autorità ha inoltre chiesto che il codice Iban per effettuare i pagamenti afferenti allo scambio sul posto sia direttamente trasmesso dal richiedente al Gse all’atto della sottoscrizione del contratto di scambio sul posto. Allo stesso modo è stata chiesta l’eliminazione dell’autorizzazione all’uso del codice Iban per i pagamenti relativi allo scambio sul posto.

 

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