Pubblicato il decalogo Anie sui benefici del fotovoltaico

Anie Rinnovabili, associazione di categoria aderente a Confindustria, ha stilato un vero e proprio Decalogo sul fotovoltaico per illustrare tutte le buone ragioni per cui si dovrebbe installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione nonostante da tempo non sia più possibile accedere agli incentivi del Conto energia.

Il primo punto messo in evidenza è l’aumento di valore dell’immobile su cui viene installato l’impianto fotovoltaico, sia per la riduzione dei prelievi dalla rete ed il conseguente risparmio in bolletta, sia per l’aumento di valore commerciale correlato al miglioramento della classificazione energetica dell’edificio (A, B, C, D, ecc).

E’ inoltre fondamentale il fatto che gli impianti fotovoltaici oggi hanno un costo molto più basso rispetto a qualche anno fa, si stima un abbattimento fino al 75%. Secondo Anie la spesa per un impianto oggi varia tra i 2.000 e i 3.000 euro per kW per quanto riguarda l’ambito residenziale, a fronte dei 20.000 euro necessari un tempo, mentre per impianti di medie o grandi dimensioni si cende fino a 1.500 euro per kW.

Grazie poi all’accesso al sostegno pubblico ottenuto nel 2013 da parte di ANIE  si può contare anche sullo sgravio fiscale pari al 50% delle spese sostenute per l’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale per la produzione di energia elettrica. Tale intervento rientra infatti nelle opere di ristrutturazione edilizia residenziale . Le somme sborsate per tale intervento sono quindi deducibili per la metà dalla quota Irpef, spalmando la cifra nell’arco di 10 anni. La stima di Anie, dunque, è che dopo l’acquisto di un impianto familiare si possa recuperare la spesa inziale in soli 5/7 anni.

Insomma, pur essendo terminata l’epoca delle tariffe incentivanti, il fotovoltaico resta conveniente perché permette una riduzione notevole dei costi in bolletta poichè si passa da una logica di puri consumatori a quella di produttori. Inoltre c’è adesso la possibilità di immagazzinare l’energia prodotta e non direttamente autoconsumata grazie ai sistemi di accumulo , un passo in più verso l’autosufficienza energetica.

Tra i buoni motivi che dovrebbero spingere gli italiani a investire nel solare, Anie Rinnovabili cita anche l’assenza di controlli periodici obbligatori sull’impianto. Nel caso si voglia comunque procedere ad attività di verifica del buon funzionamento la spesa è stimata in circa 100 euro l’anno. Per quanto riguarda, invece, i costi di sostituzione di quei componenti soggetti a usura, l’intervento più delicato riguarda l’inverter, il cui ricambio, comunque, avviene in media ogni 10 anni (con un costo di circa 250 euro per kW). Senza contare, poi, l’aspetto prettamente ambientale, che potrebbe ulteriormente “motivare” il consumatore: l’installazione di un impianto che produce energia pulita e rinnovabile contribuisce a ridurre lo sfruttamento di risorse naturali esauribili ed evita l’emissione di CO2. Quella del fotovoltaico poi, come ricorda Anie Rinnovabili, è stata una scelta già effettuata da moltissime persone: si stima infatti la presenza nel nostro Paese di circa 648.183 impianti installati con una potenza totale di 18.325 MW. Circa il 60% della capacità è rappresentata da impianti fino a 20 kW, ossia installazioni di taglia medio-piccola.

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